Si chiamerà “Casa Betania” il Centro di Formazione Professionale che la Diocesi di Cefalù (PA) realizzerà ad Obala (Camerun). L’obiettivo ambizioso è quello di creare un ambiente educativo moderno e funzionale in cui i giovani del luogo possano acquisire le competenze professionali e la formazione tecnica per trovare occupazione nell’industria locale, sviluppare una carriera sostenibile e non essere più costretti ad abbandonare la propria terra.

Due le scuole che saranno ospitate all’interno del centro: una dedicata alla formazione di operai specializzati nei settori degli impianti (termici, idrici, elettrici), dell’edilizia e dell’agricoltura, e una seconda dedicata invece alla formazione di tecnici qualificati negli ambiti dell’architettura, dell’ingegneria e della fisica tecnica ed impianti.

Il progetto, firmato dall’architetto cefaludese Salvatore Curcio, prevede la costruzione di diverse strutture all’interno dell’area articolate in modo armonioso con l’ambiente naturale, combinando tecniche di costruzione tradizionali con soluzioni moderne per garantire un’efficienza energetica ottimale e un impatto ambientale ridotto.

L’utilizzo di materiali naturali e rinnovabili è un’importante tendenza nella progettazione e nella produzione sostenibile. Questi materiali sono estratti dalla natura e possono essere rigenerati o sostituiti in modo sostenibile nel corso del tempo. Ciò contribuisce a ridurre l’impatto ambientale e promuovere un ciclo di vita più sostenibile dei prodotti.

Il progetto, fortemente voluto da S.E.R. Mons. Giuseppe Marciante, nasce dalla cooperazione missionaria tra la diocesi siciliana e quella africana avviata nel 2019, un rapporto di fraterna collaborazione tra il vescovo di Cefalù e S.E.R. Mons. Sosthène Léopold Bayemi Matiei, vescovo di Obala. Una cooperazione, quella tra le due chiese, che ha visto la diocesi siciliana – che si appresta nei prossimi giorni ad inviare, per una nuova esperienza missionaria in Camerun, 15 persone, accompagnate dal vicario don Giuseppe Licciardi – attiva negli anni, grazie anche alle iniziative della Caritas, del Servizio Pastorale Cooperazione Missionaria tra le Chiese e Migrantes e il gruppo dei Giovani Missionari, nella costruzione di una Chiesa, nell’allestimento di una scuola e nella fornitura di materiali agricoli.